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Caraffe filtranti: una guida all’uso

informazioni su caraffe filtrantiLeggere, ergonomiche e semplici da usare, le caraffe filtranti sono – attualmente – uno dei sistemi più in voga per la depurazione domestica dell’acqua.

Avete intenzione di comprare una di queste caraffe ma, prima dell’acquisto, vorreste conoscere meglio il prodotto?

Ecco tutto quello che c’è da sapere a proposito delle caraffe filtranti.

Cosa sono le caraffe filtranti?

Le caraffe filtranti sono particolari brocche volte a depurare l’acqua del rubinetto e a conferirle un sapore più gradevole, così da favorire una diminuzione del consumo di acqua in bottiglia.

Una caraffa filtrante – a prescindere dalla marca e dal modello – è costituita da tre parti: un recipiente, un imbuto con filtro ed un coperchio.

Il recipiente per l’acqua

Il recipiente, realizzato in plastica trasparente, è la parte della caraffa destinata al contenimento dell’acqua (fino ad un massimo di 1,5 l).

Esso è anche dotato di un manico ergonomico che consente di sollevare la caraffa agevolmente.

L’imbuto con filtro

All’interno del recipiente è presente una sorta di imbuto (in genere, di plastica colorata) che termina con un filtro a carboni attivi – costituito da un setaccio a trama fitta – che è in grado di migliorare le caratteristiche chimiche ed organolettiche dell’acqua.

Più precisamente, il filtro a carboni attivi serve a:

  • eliminare odori e sapori sgradevoli;
  • eliminare (o ridurre sensibilmente) il contenuto di calcare, nonché di calcio e magnesio;
  • eliminare eventuali residui di sabbia, limo e ruggine;
  • eliminare sostanze inquinanti, come clorurati, solventi, detergenti, insetticidi e pesticidi;
  • trattenere sostanze organiche eventualmente presenti nell’acqua.

Il coperchio

Il recipiente per l’acqua è chiuso da un coperchio di plastica, dello stesso colore dell’imbuto.

Su questo coperchio è presente un contatore elettronico che indica da quanto tempo è stato sostituito il filtro e quanti litri di acqua sono stati filtrati – fino a quel momento – con tale filtro.

Dunque, sapendo che un filtro perde di efficacia dopo aver trattato circa 100 l di acqua o – comunque – dopo quattro settimane d’uso, il contatore elettronico sul coperchio vi consente di capire quando è il momento di cambiarlo.

Come si usano le caraffe filtranti?

L’utilizzo delle caraffe filtranti è davvero molto semplice.

Non dovete fare altro che porre la caraffa sotto il rubinetto e far entrare l’acqua (preferibilmente ben fredda) nel recipiente dall’imboccatura dell’imbuto.

Dopo aver riempito tutto l’imbuto (mantenendo il getto dell’acqua ad un’intensità media), potete lasciare la caraffa a temperatura ambiente oppure metterla in frigorifero.

Una volta che è passata – attraverso il filtro – dall’imbuto al contenitore di plastica trasparente, l’acqua è pronta per essere bevuta.

Le caraffe filtranti sono sicure?

La salubrità delle caraffe filtranti, inizialmente messa fortemente in discussione, è stata in seguito dimostrata da alcuni studi condotti in laboratori universitari, che hanno appurato che questi prodotti non sono – in linea generale – pericolosi per l’uomo.

A differenza di qualche anno fa, oggi la salubrità delle caraffe filtranti presenti in commercio è garantita da un Decreto Ministeriale, introdotto nel 2012 dal Ministero della Salute.

E’ bene precisare, però, che – come indicato sui relativi libretti di istruzione – le caraffe filtranti assorbono il calcio e il magnesio presenti nell’acqua e li sostituiscono con sodio e potassio.

Ecco perché l’acqua filtrata da queste caraffe non è adatta a coloro che soffrono di alcune patologie (come diabete, cardiopatie, ipertensione, malattie renali…) o che seguono una dieta iposodica.

Le caraffe filtranti sono utili?

E’ vero che le caraffe filtranti non arrecano danni alla salute dell’uomo. Ma è altrettanto vero che queste caraffe sono così utili come le aziende produttrici sostengono?

Utili sì…

Se la ragione per cui non amate l’acqua del rubinetto è il sapore un po’ “ferroso”, dovuto alla sua durezza, le caraffe filtranti possono essere una soluzione al problema.

Queste, infatti – privandola di gran parte del calcio e del magnesio che essa contiene (e, quindi, rendendola meno dura) – conferiscono all’acqua un sapore più dolce.

…ma non indispensabili

Ciò che abbiamo appena detto, però, non significa che – se non filtrata – l’acqua del rubinetto sia imbevibile.

Ad oggi, infatti, la qualità dell’acqua che scorre negli acquedotti italiani è buona e perfettamente idonea ad essere bevuta.

Di conseguenza – se non trovate sgradevole il suo sapore – potete berla in tutta tranquillità e contribuire, così, a ridurre l’utilizzo di plastica PET (con cui sono prodotte le bottiglie) pur facendo a meno di acquistare una caraffa filtrante e gli appositi filtri di ricambio.

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