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Degani: rafforzeremo le aree protette

parchi economiaIl nuovo governo Renzi parla verde, o almeno, ci prova per bocca della sottosegretaria Degani, che in un recente incontro con la stampa ha illustrato il piano che andrà a rinforzare le aree protette del nostro paese.

Aree protette che, a dire il vero, erano state un po’ abbandonate dai precedenti governi, con finanziamenti esclusivamente per quegli amministratori di identico segno politico, che erano andati a danneggiare, più che a rafforzare, gli strumenti di tutela del nostro splendido territorio.

Secondo la Degani, sottosegretaria all’ambiente, questa rotta sarà presto invertita, e a breve il governo Renzi comincerà a fare sul serio per la tutela delle aree più importanti del nostro paese, quelle che consentono la vita della nostra fauna e della nostra vegetazione.

Rafforzare per… occupare

L’idea del governo Renzi, che poi sarebbe mutuata dalle esperienze che già si sono avute in nord Europa, è quella di rinforzare la tutela delle aree verdi del nostro paese per consentire lo sviluppo di un circolo virtuoso di green economy, dove all’interno dei parchi andrebbero a nascere attività economiche ibride in grado sia di generare occupazione, sia di tutelare parchi e aree verdi stesse.

Un modello misto pubblico-privato che ha già dato frutti importanti in Germania e in Scandinavia, e che potrebbe arrivare, a patto di una legislazione conservativa, ad aiutare anche le risorse ecologiche del nostro paese.

Un aiuto anche all’associazionismo

Dal cilindro del governo dovrebbero uscire anche conigli per chi fa parte di associazioni a tutela dell’ambiente. L’impegno preso dalla Degani è quello di rafforzare la rete di volontari e specialisti che si occupano, spesso con risorse materiali inadeguate, della tutela del nostro territorio.

Ne sapremo certamente di più usciti dalla tornata elettorale europea, quando i progetti potranno essere giudicati al netto delle proposte elettorali.

Per ora c’è da stare tranquilli: tra le priorità del nuovo governo sembra proprio esserci la tutela dello straordinario territorio italiano, per ripartire con la green economy, l’unica in grado di tirarci fuori da un circolo vizioso economicamente tossico che ha fatto precipitare il nostro paese nel cemento, nel debito e nella disperazione.

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