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L’impatto ecologico degli allevamenti di maiale

I prodPink piguttori di tutto il mondo sono sempre più sotto pressione per cercare di limitare l’impatto ambientale derivante dall’ allevamento e dalla produzione di suini.

In alcuni Paesi dell’Unione Europea, i produttori sono controllati da apposite leggi e normative per quanto riguarda la quantità di zinco, di carbonio e di rame che vengono utilizzati come aggiunta nella dieta dei suini.

Tutto questo se da un lato migliora la qualità della produzione di maiali, dall’altro non fa che danneggiare l’ambiente.

Per venire incontro a questi problemi, alcuni allevatori hanno cercato di incrementare i propri sforzi per affrontare e migliorare la qualità dell’aria, attuando piani completi di gestione di tutti gli allevamenti.

Ma perchè l’allevamento di suini rappresenta una grave minaccia per la salute dell’ambiente?

Qui di seguito, cercheremo di chiarire meglio la situazione.

L’inquinamento da allevamento di suini

L’inquinamento ambientale derivante dall’ allevamento dei maiali può dipendere da diversi fattori:

  • escrezione in eccesso di azoto alimentare
  • escrezione in eccesso di fosforo alimentare
  • condizioni inadeguate che provocano eccessive emissioni di gas e odori sgradevoli
  • inappropriati sistemi di movimento del letame e smaltimento dei rifiuti

Minimizzare l’impatto ambientale

Ci sono diverse strategie che potrebbero davvero ridurre al minimo l’inquinamento ambientale derivante dall’ allevamento e dalla produzione di suini:

  • in primo luogo sarebbe necessario ridurre le eccessive “aggiunte” di sostanze nutritive date spesso ai maiali per incrementare il loro peso e la loro massa
  • migliorare i sistemi di smaltimento dei rifiuti
  • limitare l’impronta di carbonio nell’ ambiente

Ragionando in termini di produzione di suini, gli elementi più critici che contribuiscono in maniera spropositata all’ inquinamento ambientale sono l’azoto (N) e il fosforo (P).

Ci sono però anche alcune preoccupazioni relative allo zinco e al rame utilizzati in molte diete per suini, in quanto i loro livelli nella dieta sono quasi sempre al di sopra del fabbisogno reale dell’animale.

Questi elementi vengono soprattutto utilizzati per favorire la crescita di maiali ancora di piccole dimensioni.

Insieme a questi problemi, si aggiunge l’enorme fabbisogno idrico che tale allevamenti necessitano, senza dimenticare le eccessive emissioni di gas serra: il letame di suino emana il 60%delle emissioni globali di ossido di azoto provocando un notevole aggravamento del cambiamento climatico.

La situazione, vista da questa prospettiva, non sembra essere alquanto piacevole.

Come garantire la sicurezza dell’ambiente

Come è possibile garantire la sicurezza dell’ambiente e la salute dell’aria?

Oggi gli agricoltori sono soggetti ad una serie di normative ambientali e attraverso un lavoro minuzioso a stretto contatto con i funzionari di governo, si cerca di affrontare con serenità il riutilizzo e la gestione del letame, nonché il controllo delle acque sotterranee e superficiali, della qualità dell’aria, della qualità del territorio e l’utilizzo del suolo.

L’agricoltura e l’allevamento è comunque un’attività che avviene all’aria aperta. Purtroppo queste attività espongono l’ambiente ad un maggiore rischio di emissioni più di qualsiasi altra attività industriale.

L’alternativa potrebbe essere la sostituzione di una grande fetta di prodotti animali consumati oggi sulle nostre tavole con prodotti vegetali.

Questa scelta potrebbe favorire l’assorbimento degli eccessi di carbonio e di ossido di azoto nell’atmosfera e riportarli a livelli normali se non ottimali.

Ma il cambiamento non deve partire solo dagli allevatori.

Molti conusumatori dovrebbero cominciare sin da oggi a cambiare alcune abitudini di vita e adottare una mentalità ecosostenibile.

Solo attraverso scelte drastiche si potrà contribuire non solo a migliorare, ma in primo luogo a
salvaguardare l’ambiente che ci circonda.

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