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Pannelli solari: come vanno smaltiti?

Negli ultimi annpannelli-solari1i, la produzione di energia attraverso l’uso di pannelli
solari
, è notevolmente aumentata e questo aumento è giustificato dal fatto che l’energia solare è da sempre considerata una tecnologia verde.

Poiché le vendite di pannelli solari aumentano ad un ritmo vertiginoso, – in Europa sono installati 4 milioni di tonnellate di pannelli -, con esse si fa strada un problema spesso trascurato ma di non poca importanza: cosa succede a tutte le infrastrutture “verdi” quando raggiungono la fine della loro vita?

Come si ricicla un pannello solare

Innanzitutto i moduli fotovoltaici non durano per sempre: bisogna sapere che la vita di un pannello solare dura tra i 50 e i 100 anni, ma nel momento in cui parliamo di entrata in esercizio, la vita di un pannello si riduce tra i 20 e i 25 anni prima di essere smantellato.

Il guasto dei moduli è spesso attribuito a difetti del prodotto tra cui la rottura dei vetri, difetti elettrici, disegni errati o perdite di processo.

La maggior parte del mercato fotovoltaico è costituito da moduli a base di silicio, più comunemente silicio cristallino, da alluminio e da semiconduttori che possono essere riutilizzati e recuperati con successo.

Vediamo in che modo avviene il processo di smantellamento e riciclo dei moduli di un pannello solare:

  • i moduli vengono triturati in pezzi di grandi dimensioni, prima di essere schiacciati da un mulino a martelli in pezzi dalle dimensioni inferiori ai 5 mm, al fine di rompere i legami di laminazione
  • i semiconduttori vengono rimossi attraverso un processo che dura 4-6 ore
  • viene aggiunto al vetro del pannello, del perossido di idrogeno e acido solforico per ottenere un rapporto ottimale solido-liquido;  il vetro poi viene separato dai liquidi in un classificatore
  • il vetro a sua volta, viene separato dall’ etilene vinil acetato (EVA) di cui è composto per poi essere depositato in contenitori per il riciclaggio e smaltito come si fa comunemente con le tovaglie impermeabili
  • il silicio, che rappresenta la parte primaria dei pannelli solari, è praticamente “sabbia” e il suo smaltimento avviene come per le schede dei computer oppure dei circuiti stampati

L’intero processo può recuperare il 90% del vetro in uso per essere poi utilizzato in nuovi prodotti e il 95% dei materiali semiconduttori per il loro utilizzo in nuovi moduli solari.

I consorzi per smaltire i pannelli solari

Gestire il processo di smantellamento di un pannello solare non è cosa semplice e attualmente esistono aziende che si occupano in prima persona di ridurre al minimo i costi di bonifica attraverso l’impiego di tecnologie e progetti alternativi.

Il consorzio no profit Pv Cycle è da anni impegnato con successo nello sviluppo di un fotovoltaico sostenibile e a impatto zero, proponendo alle aziende precisi piani per un completo processo di recupero e raccolta dei moduli solari.

Le proposte di Pv Cycle riguardano l’obbligo dei produttori di etichettare chiaramente i loro prodotti, in modo tale che i proprietari possano fornire tutte le informazioni a coloro che ricevono e trattano i pannelli a fine vita. Un’idea che è stata messa a punto, consiste nell’indicare sui prodotti un numero di telefono centrale e un indirizzo internet.

L’organizzazione prevede anche l’istituzione di un comitato di sorveglianza, con funzionari del Parlamento Europeo e della Commissione Europea, nonché un sistema di controllo separato.

Costi per smaltire un pannello solare

Stimare una cifra precisa non è attualmente possibile, ma lo smaltimento di un pannello solare richiede in genere un costo complessivo di 250 euro per tonnellata. Questo significa che se in casa dovessimo avere un impianto domestico di 3 kWp, intorno ai 270 Kg di peso, il costo per lo smaltimento si aggirerà intorno ai 70 euro, una spesa più che sostenibile.

Normative in materia di smaltimento e riciclo

Il Ministero per lo Sviluppo Economico e il Ministero dell’ Ambiente hanno emanato un decreto ministeriale, già entrato in vigore in Italia da due anni, che prevede l’obbligo dei produttori e degli importatori, di aderire a consorzi per il recupero dei pannelli fotovoltaici.

In Italia per fortuna, non mancano i consorzi che hanno adempiuto alla raccolta e al riciclo dei pannelli solari e tra tanti menzioniamo la ReMedia.

Attualmente, si deve cercare di garantire un processo di smantellamento e di riciclaggio sicuro, con una maggiore sensibilizzazione dei produttori e attraverso incentivi nella progettazione e produzione di pannelli solari, a fine di rendere più semplice sia il riciclaggio che lo smantellamento.

L’obiettivo principale è la continua ricerca di soluzioni di tracciabilità e monitoraggio di ogni singolo modulo per seguire al meglio l’intero ciclo di vita. In questo l’Italia, attraverso Cobat, il principale consorzio italiano per la raccolta e il riciclo di accumulatori e moduli fotovoltaici, è uno dei
Paesi leader nel mondo.

 

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