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Salvia comune: come coltivarla in vaso

salvia officinalis in vasoLa Salvia officinalis (anche detta salvia comune) è, tra le numerose specie di salvia esistenti, quella più conosciuta e maggiormente utilizzata a scopi culinari.

Si tratta di una pianta aromatica che non solo si presta a profumare vari tipi di preparazioni (arrosti, ripieni e stufati di carne, gnocchi o pasta ripiena, stuzzichini, olii e aceti, verdure…) ma, essendo ricca di proprietà terapeutiche (digestive, ipoglicemizzanti, antibatteriche…), viene anche utilizzata come ingrediente di base per infusi e tisane.

Ecco perché può essere utile coltivare in vaso una pianta di salvia da tenere sul proprio balcone o terrazzo, così da averla sempre a disposizione.

Coltivazione in vaso

La scelta del vaso

La coltivazione della salvia comune, anche in vaso, è abbastanza semplice poiché questa pianta non richiede cure particolarmente impegnative.

Tuttavia, se volete che lo sviluppo della vostra salvia sia ottimale, la prima cosa a cui dovete prestare attenzione è la scelta del vaso.

Optate per un vaso di terracotta con diametro di almeno 35-40 cm. Se decidete di porre più piantine di salvia all’interno di uno stesso vaso rettangolare abbiate cura di lasciare una distanza di 35-40 cm tra l’una e l’altra.

Non dimenticate, inoltre, che il vaso deve avere fori di drenaggio piuttosto grandi, per evitare fatali ristagni idrici.

Il posizionamento del vaso

La salvia è una pianta termofila ed eliofila, ovvero amante del caldo e del sole.

Nel momento in cui dovete decidere dove posizionare il vaso, quindi, scegliete un punto caldo ed esposto al sole, oltre che caratterizzato da una buona circolazione d’aria. La cosa migliore sarebbe esporre la salvia a sud o sud-est, perché questo implica che, durante la giornata, la pianta riceverà il sole per molte ore consecutive.

Benché si tratti di una pianta piuttosto resistente, è bene che, durante la stagione invernale (e soprattutto quando le temperature scendono al di sotto dello zero), proteggiate la vostra salvia coprendola con un telo o con della paglia.

Il terreno

Il terreno ideale per una buona crescita della salvia è un terriccio soffice, permeabile (in modo che favorisca un buon drenaggio e una buona circolazione dell’aria) e ricco di sostanze organiche. Ottimi sono i terreni neutri o leggermente calcarei e sabbiosi.

Se decidete di preparare voi stessi il terriccio per la vostra salvia, il consiglio è di miscelare sabbia e terriccio universale, magari aggiungendo anche un buon 30% di letame maturo (che servirà come nutriente di fondo).

Sono da evitare terreni acidi e pesanti, terreni argillosi o che permettano accumuli di acqua tra le radici.

La concimazione

Per questa pianta è consigliabile utilizzare un concime liquido, che deve essere diluito nell’acqua di irrigazione e somministrato alla salvia ogni 15 giorni a partire dalla primavera e per tutta l’estate. Negli altri periodi dell’anno, invece, la concimazione va sospesa.

Per favorire lo sviluppo delle parti verdi (da cui proviene il tipico aroma della salvia), scegliete un concime che contenga una percentuale di azoto piuttosto elevata.

L’innaffiatura

L’innaffiatura della salvia è importante ma deve essere effettuata con moderazione. Le innaffiature non devono essere troppo frequenti e, tra una e l’altra, bisogna attendere che il terreno si sia completamente asciugato.

E’ essenziale, infatti, fare attenzione a non creare ristagni d’acqua, per evitare di danneggiare la pianta e di favorire la proliferazione di funghi e insetti.

La salvia sopporta bene anche la siccità e non ama l’umidità atmosferica.

La potatura

Altra operazione importante, per mantenere in salute la pianta di salvia, è la potatura, che deve essere effettuata alla fine della fioritura.

Utilizzando forbici affilate e disinfettate, potate i rametti verdi, facendo su ciascuno un taglio obliquo. Questo serve a limitare la lignificazione dei fusti, favorire la crescita di nuovi germogli e, quindi, mantenere il portamento cespuglioso della pianta.

A fine inverno, poi, asportate delicatamente con le mani le foglie danneggiate e secche, così da evitare proliferazioni parassitarie e fungine.

In genere, comunque, nell’arco di 4-5 anni la salvia tende a degenerare (i fusti si lignificano progressivamente, determinando una produzione di foglie sempre minore). Ecco perché dopo questo periodo di tempo è bene sostituire la pianta.

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