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Un batterio napoletano per salvare la terra

campi flegrei batterioAl CNR si parla italiano. I nostri brillanti scienziati potrebbero infatti aver trovato la quadratura del cerchio, grazie alla quale potremmo avere in futuro energia pulita senza scorie di sorta.

Si chiama Thermotoga Neapolitana, ed è un batterio che è stato trovato nelle sorgenti sulfuree ai Campi Flegrei di Napoli, e avrebbe come caratteristica principale quella di poter creare idrogeno da composti organici, senza lasciare scorie difficili da smaltire.

La scoperta è nata al CNR da menti italiane, e sembra il classico uovo di Colombo: una soluzione apparentemente semplice e sotto gli occhi di tutti, dalla portata però assolutamente straordinaria.

Come funziona il batterio?

Il batterio può essere immerso in composti organici preparati all’uopo, e grazie ad una piccola aggiunta di anidride carbonica produrrà idrogeno, che potrà essere utilizzato come fonte di energia pulita.

Gli scarti della lavorazione sono principalmente costituiti da acido lattico, che può essere impiegato anch’esso come materia prima per altre lavorazioni.

Una soluzione molto economica e senza rischi per la natura: una combinazione perfetta per far assumere a questa scoperta le debite proporzioni, ovvero qualcosa in grado di cambiare, per sempre, il destino dell’umanità.

Siamo ancora nelle prime fasi

La scoperta è stata appena pubblicata su diverse riviste scientifiche e ora cercherà finanziatori che ne valuteranno la fattibilità economica. Noi intanto possiamo gioire: da un lato c’è una luce in fondo al tunnel, dall’altro invece non possiamo che sentire l’orgoglio per le brillanti menti nostrane che hanno dato ancora una volta lustro al nostro paese, per giunta scoprendo qualcosa che potrebbe aiutare l’umanità intera.

Il costosissimo idrogeno

L’idrogeno viene già utilizzato come fonte energetica. Quello che lo sta tenendo però lontano dalla commercializzazione diffusa è il costo, che è di molto superiore rispetto alle altre fonti energetiche, soprattutto quelle fossili.

Una scoperta del genere potrebbe sparigliare le carte in tavola, e garantire all’idrogeno un futuro decisamente economico, quello di cui ha bisogno per rimpiazzare le fonti inquinanti.

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