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Come riciclare pannolini

pannolini riciclabiliDiciamocelo: chi almeno una volta nella vita non ha dovuto affrontare la prova pannolino, che sia stata quella di un figlio, di un fratello minore, di un nipote o del figlio di un amico… e alla fine la domanda è sempre stata una sola: umido, indifferenziato, cosa faccio di questo pannolino alla mano?

La risposta è semplice: a meno che tu non voglia farlo stagionare o essiccare al sole, a meno che tu non voglia trasformarlo in un elemento di arredo del tuo bagno col rischio che diventi uno sgradevole ambipur, ora è possibile RICICLARLO.

Forse in questo momento i più scettici penseranno che sia impossibile far ritornare a nuova vita un qualcosa che è stato utilizzato, che contiene materiale organico e che ai nostri occhi è classificato esclusivamente come rifiuto.

Ma allora, un pannolino può avere una seconda vita?No, può rinascere tutte le volte che vuoi!

Quanti pannolini vengono consumati all’anno?

Devi sapere che in media un bambino consuma circa 6mila pannolini all’anno ed il tempo impiegato per biodegradarsi va dai 200 ai 500 anni.

Quelli usati in Italia costituiscono circa il 3% dei 36 milioni di tonnellate di rifiuti che ogni anno si producono in Italia, una percentuale rilevante se sommata a tutti gli altri rifiuti smaltiti nelle discariche e che causano ingenti immissioni di CO2 nell’atmosfera. Se si calcola la situazione a livello mondiale, l’impatto è troppo falloso per contemplare il problema.

In che modo è possibile il loro riciclo?

Oggi, attraverso apposite macchine di stoccaggio e un processo di riciclaggio basato su pressione e vapore senza l’utilizzo di agenti chimici, è possibile riciclare al 100 % pannolini con un completo recupero della cellulosa e della plastica.

Ci crederesti che un paio di pannolini potrebbero essere riciclati nella tegola che in questo momento può trovarsi sopra di te?

Bene, questo processo di riciclaggio, che ha avuto la Scozia come precursore e successivamente la Gran Bretagna, è stato iniziato nel nord Italia dall’azienda Fater S.p.a., nella provincia di Treviso e prevede nel 2015/2016 un impiego anche nelle regioni del sud Italia.

Consente il riutilizzo della materia organico-cellulosica non solo per la realizzazione di fertilizzanti e di cartoni ma anche di oggetti per uso domestico o ancora per ricavare fioriere, tegole per tetti, panchine per giardini, mobili da esterno o concime con l’ulteriore parte organica avanzata.

Anche gli assorbenti femminili possono essere riutilizzati per creare una prossima generazione di pannolini. Per tal motivo le regioni del nord si sono adoperate da circa un anno nel fornire le città di appositi raccoglitori.

Il moderno sistema di riciclo ha come obiettivo quello di educare le persone alla cultura della raccolta differenziata e in particolare, alla cultura della green economy.

Il problema dello smaltimento dei pannolini riguarda centinaia di aspiranti genitori “verdi”che da poco si stanno avvicinando al concetto dell’ecosostenibilità, soprattutto per mezzo di pannolini biodegradabili o in stoffa, i quali tuttavia non rappresentano la migliore soluzione in termini di sicurezza igienica e di costi energetici nel trattamento.

La necessità di gestire rifiuti biologici è importante per la salute di tutti. Pensaci, il prossimo cambio del pannolino potrebbe essere la sdraio dei tuoi riposi estivi!

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